Troppi gol subiti, così non va

Torino-Napoli
Contro il Napoli si è raggiunto l’apice della vergogna, un atteggiamento inspiegabile, assurdo e censurabile non certo proprio di chi vuol farsi considerare un professionista. Dieci gol subiti in due partite sono davvero troppi, praticamente meno di un terzo delle reti prese dalla Juventus in tutto il campionato (con trentasei giornate disputate). A parte il modo con cui si è affrontata la gara, in ottica prossima stagione, occorrerebbe analizzare meglio il motivo per cui la difesa del Torino occupi, a questo punto, la quartultima posizione, con sei reti subite in più del Crotone e facendo ripetutamente acqua da tutte le parti. Qualcosa non va, ed i motivi sono due, strettamente legati fra loro: Mihajlovic predilige un calcio molto offensivo, con pressing asfissiante e baricentro alto, questo comporta un forte rischio di subire ripartenze che contro squadre di velocisti (un Napoli qualsiasi, per esempio), può portare a subire molti gol.

Si tratta della filosofia calcistica del serbo, su cui non si discute, ma che con questo Toro, ormai è chiaro, non può permettersi di adottare. Per giocare in questo modo, occorre un reparto difensivo di prim’ordine, di cui i granata, attualmente, non dispongono, con Carlao che aveva probabilmente illuso di potersi rendere utile e Rossettini trovatosi titolare inaspettatamente dopo, parole di Petrachi, essere stato preso come alternativa di Maksimovic. Che fare allora? E’ piuttosto palese come questo Toro, con il centrocampo a due e senza un elemento abile all’interdizione del gioco avversario la mediana risulti vulnerabile (Acquah è l’unico disponibile in rosa), ed a volte non basta neppure. Un anno è servito a capire che così non si può andare avanti, per quello nuovo si trovi una soluzione adeguata rinforzando si la retroguardia, ma anche tappando bene le falle nel reparto forse più importante, il centrocampo.

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1 Commento su "Troppi gol subiti, così non va"

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sandro
1 mese 9 giorni fa

Mi piace l’articolo perche suscita un ragionamento un pò più ampio. Che Mihajlovic prediligesse un calcio offensivo lo si sapeva ancor prima di prenderlo. Per cui il mio punto di vista è che una società veramente ambiziosa di risultati sportivi sapeva già in largo anticipo di dover intervenire sul mercato dei difensori. Una società altrettanto seria avrebbe anche saputo (in gennaio) di doverlo fare in maniera diversa rispetto a quanto fatto in estate proprio per le considerazioni esposte nell’articolo e non in ultimo perchè era l’allenatore a chiederlo. Troppo banale e puerile la scusa adottata (anche) da Petrachi circa l’uscita… Read more »

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